(2011) di Julian Gilbey con Melissa George, Ed Speleers e Eamonn Walker
Vi ricordate Un Tranquillo Weekend di Paura o Picnic a Hanging Rock? Trasferite tutto sulle highlands scozzesi, aggiungete una bambina reclusa in una cassa interrata e avrete A Lonely Place To Die, l’ultima fatica di Julian Gilbey.
Presentato alla scorsa edizione del London FrightFest e anche a diversi altri festival in giro per il mondo, ALPTD ha certamente attirato l’attenzione del pubblico e creato momenti di ansia intensi, ma qualcosa lascia l’amaro in bocca ai titoli di coda.
Un gruppo di cinque amici scalatori decide di avventurarsi sulle highlands per godersi alcuni giorni di camminate e arrampicate in uno dei piu’ suggestivi luoghi del mondo. Improvvisamente uno di loro nota un tubo uscire dal terreno e scavando scoprono che c’e’ una bambina intrappolata in una cassa con solo una bottiglia d’acqua e niente cibo. Inizia cosi una frenetica corsa per sfuggire a criminali assassini e per portare la bimba in salvo.
Dopo un inizio tranquillo e descrittivo in cui le highlands la fanno da padrone grazie a spettacolari inquadrature aeree, inizia l’azione, e la parte centrale del film e’ indubbiamente la meglio riuscita. La caccia in stile Cliffhanger, La Preda o Il Fuggitivo e’ sorprendentemente efficace, con riprese frenetiche al cardiopalma, colpi di scena inaspettati e tocchi cruenti che non stonano con l’evolversi della storia.
Man mano che la matassa si dipana, pero’, il ritmo cala e alcuni spunti narrativi lasciano interdetti e non tutto scorre liscio. Il finale e’ anche piuttosto prevedibile, ma rimane in sintonia con l’atmosfera cupa e cinica dell’intero film. Peccato anche per il poco approfondimento dei vari personaggi, ma Melissa George (Triangle, 30 Days of Night) e’ in gran forma e sfoggia notevoli capacita’ di arrampicatrice, cosi’ come e’ stato un piacere ritrovare Ed Speelers, lontano anni luce dal ruolo di Eragon che nel 2006 gli brucio’ la carriera sul nascere.
VOTO: 6.5